Francesco Merlo, Corriere della Sera, 05/12/1996, 5 dicembre 1996
E c’è, altro vicepresidente, Filippo Mancuso, il conosciutissimo ex Procuratore generale ed ex ministro - «quell’irriducibile Mancuso», come dice Dini - il cui antico modo d’esprimersi è diventato un genere dell’eleganza più estremista
E c’è, altro vicepresidente, Filippo Mancuso, il conosciutissimo ex Procuratore generale ed ex ministro - «quell’irriducibile Mancuso», come dice Dini - il cui antico modo d’esprimersi è diventato un genere dell’eleganza più estremista. Contro quella che gli pare benevolenza verso «i puri errori di Prodi e Scalfaro», Mancuso, per esempio, è ricorso a Croce: «L’errore non è mai puro, che se tale potesse essere sarebbe verità». E a chi, nel suo partito, gli dice che la giustizia italiana è diventata terribile, replica che ”terribile” non è l’aggettivo adatto: «La giustizia diventa terribile solo quando il giudice equo dà un sentenza iniqua». Per finire c’è lui, il presidente, Ottaviano Del Turco, che ama di struggente amore ”la normalità” ma quando ascolta le canzoni del suo adorato Battisti si tiene ancora la fronte fra le mani.