Francesco Merlo, Corriere della Sera, 05/12/1996, 5 dicembre 1996
Signore e signori, eccovi dunque l’Antimafia. Un giorno l’allora presidente di questa stessa commissione chiese a Luciano Liggio: «Signor Liggio, secondo lei, esiste la mafia?»
Signore e signori, eccovi dunque l’Antimafia. Un giorno l’allora presidente di questa stessa commissione chiese a Luciano Liggio: «Signor Liggio, secondo lei, esiste la mafia?». E quello: «Signor presidente, se esiste l’Antimafia...». C’è dunque un quarto linguaggio da decodificare in questa commissione: il linguaggio della mafia che va dal «signor presidente, signori giudici laterali» di Gaspare Mutolo a «io ho fatto reati minimi e massimi, ma sempre con onestà» (Carmelo Grancagnolo), fino al dolore secondo Frank Coppola: «Il più grande dolore della mia vita me l’ha dato mio nipote Pinuccio: due anni fa, tornato dal carcere, l’ho trovato coi capelli lunghi e non sapevo più se era masculo o fimmina».