Francesco Merlo, Corriere della Sera, 05/12/1996, 5 dicembre 1996
Anche Vendola è un garantista, bizzarro e un po’ artista, si batte per i diritti degli omosessuali, dei carcerati, per tutte le minoranze, per quello che chiama «il mondo capovolto», una volta nel comitato centrale del Pci una compagna autorevole come Marisa Rodano disse rivolgendosi indirettamente a lui: «Se uno di questi mettesse le mani su uno dei miei nipotini gli darei subito una sberla»
Anche Vendola è un garantista, bizzarro e un po’ artista, si batte per i diritti degli omosessuali, dei carcerati, per tutte le minoranze, per quello che chiama «il mondo capovolto», una volta nel comitato centrale del Pci una compagna autorevole come Marisa Rodano disse rivolgendosi indirettamente a lui: «Se uno di questi mettesse le mani su uno dei miei nipotini gli darei subito una sberla». Ma si trattava di un dibattito sulla libertà sessuale, nulla a che fare con le infamie della cronaca di questi giorni. Nel suo paese, a Terlizzi, dove Rifondazione sfiora il 50%, Vendola è stato pure minacciato dalla mafia, una volta sotto il suo palco trovarono una bomba, perciò gira blindato, crede nella libertà e nella liberazione dei «soggetti smarriti» che è il titolo di un suo libro (Datanews edizioni). Filippo Mancuso pensa che il confronto con lui sarà una bella prova di democrazia e di dialettica, «sono certo che è un ragazzo leale, ci unisce - credo - lo stesso amore per la libertà e per le garanzie giuridiche».