Mario Pirani, La Repubblica, 02/12/1996, 2 dicembre 1996
Qualche mese fa Vittorio Bo, amministratore delegato dell’Einaudi, mi spiegò le insormontabili difficoltà che incontrava per tradurre in pratica un’idea davvero encomiabile: donare alle biblioteche scolastiche ben 500 mila volumi di vecchie edizioni ormai giacenti in magazzino, altrimenti destinate al macero
Qualche mese fa Vittorio Bo, amministratore delegato dell’Einaudi, mi spiegò le insormontabili difficoltà che incontrava per tradurre in pratica un’idea davvero encomiabile: donare alle biblioteche scolastiche ben 500 mila volumi di vecchie edizioni ormai giacenti in magazzino, altrimenti destinate al macero. Trattandosi di opere quasi tutte di notevole valore culturale o letterario l’ingenuo editore era sicuro di ricevere un caloroso ringraziamento. Ma così non doveva essere. In primo luogo l’amministrazione pubblica non può ricevere donazioni; in secondo luogo, comunque, la casa torinese avrebbe dovuto pagare l’Iva e le imposte sul prezzo pieno di copertina per un ammontare di 5-6 miliardi. Meglio, quindi, buttare tutto al macero rimettendoci solo il costo dell’operazione.