Mario Pirani, La Repubblica, 02/12/1996, 2 dicembre 1996
Del resto ricordo un esempio analogo che, in luogo di una scuola, riguarda un museo e precisamente la Galleria nazionale d’Arte moderna di Roma che aveva anni fa allestito una mostra di Van Gogh, con grande affluenza di pubblico
Del resto ricordo un esempio analogo che, in luogo di una scuola, riguarda un museo e precisamente la Galleria nazionale d’Arte moderna di Roma che aveva anni fa allestito una mostra di Van Gogh, con grande affluenza di pubblico. Per accogliere i tanti visitatori, costretti ad ore di fila, sarebbe stato necessario prolungare l’orario d’ingresso ma vi ostava l’impossibilità di pagare gli straordinari agli uscieri. Di fronte a questa situazione un ricco e generoso collezionista della Capitale offrì alla Sovrintendenza 200 milioni, destinati a permettere l’apertura prolungata della mostra. Ma l’incauto benefattore, per poco non finì in galera: l’offerta poteva essere fatta solo direttamente al ministero del Tesoro il quale, attraverso la Ragioneria generale, al momento della definizione del Bilancio dello Stato, avrebbe esaminato la possibilità di assegnare i 200 milioni in più al ministero dei Beni culturali; questo, a sua volta, si sarebbe riservato la facoltà di decidere se passarli o meno alla Galleria nazionale di Roma. Nel frattempo, naturalmente, la mostra di Van Gogh sarebbe già stata smontata da un pezzo e la motivazione dell’offerta venuta a mancare.