Vittorio Zucconi, La Repubblica, 02/12/1996, 2 dicembre 1996
Noel David Earley, il suicida di Natale, è forse il primo epicureo a cadere sul fronte ormai dilagante dell’eutanasia in America
Noel David Earley, il suicida di Natale, è forse il primo epicureo a cadere sul fronte ormai dilagante dell’eutanasia in America. Il primo che abbia non soltanto pianificato il suicidio, come ormai fanno migliaia di persone ogni anno in America con o senza l’aiuto del lugubre dottor Morte, il dottor Kevorkian, ma che abbia sceneggiato con macabra, diligente ingordigia il suo passo d’addio a un corpo che lo ha abbandonato. Noel è un uomo ancora giovane, ha 47 anni. un reduce del Vietnam, dove combattè con i Berretti Verdi. un attivista del movimento della cicuta, il movimento dell’eutanasia, che si trova, per squisita crudeltà del destino, a dover praticare quello che ha predicato. Ed è afflitto da due anni dalla malattia di Lou Gherig, come in America chiamano una forma di sclerosi multipla che uccise un leggendario giocatore di baseball negli Anni ’30. La malattia di Lou Gherig è l’esatto opposto del morbo di Alzheimer: mentre questo distrugge progressivamente la mente in un corpo ancora funzionante, quella lascia intatta la coscienza, intrappolandola in un corpo che progressivamente smette di funzionare. Fino alla morte per soffocamento. La morte alla quale l’epicureo americano vuole sfuggire.