Filippo Ceccarelli, La Stampa, 05/12/1996, 5 dicembre 1996
Come al solito, la memoria andreottiana si sofferma su De Gasperi, sulla sua morte e quindi sul ministro dc che subito dice di Andreotti «ora ce lo leviamo dalle scatole» (in realtà dice peggio, l’autore traducendo «in italiano purgato»), ma una segretaria spiona lo riferisce al futuro divo Giulio, eccetera
Come al solito, la memoria andreottiana si sofferma su De Gasperi, sulla sua morte e quindi sul ministro dc che subito dice di Andreotti «ora ce lo leviamo dalle scatole» (in realtà dice peggio, l’autore traducendo «in italiano purgato»), ma una segretaria spiona lo riferisce al futuro divo Giulio, eccetera... E ancora ecco i ricordi di Guareschi, che finì in carcere ingannato non si capisce bene da chi («circoli milanesi»: Cuccia?), Pio XII e la Costituente, le solite riflessioni sul «tarlo dello scavalcamento». Un che, francamente, di già visto e sentito. E vai con il vaticinio dell’ufficiale medico che pronostica al giovane Andreotti appena sei mesi di vita, e vai, ancora, con lo stranoto 18 in Scienza delle Finanze strappato dal futuro ministro...