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 1996  dicembre 04 Mercoledì calendario

Le manifestazioni a Belgrado durano ininterrotte dal 18 novembre, giorno successivo alle elezioni amministrative annullate da Milosevic perché vinte dal cartello antagonista ”Zajedno” (’Insieme”)

Le manifestazioni a Belgrado durano ininterrotte dal 18 novembre, giorno successivo alle elezioni amministrative annullate da Milosevic perché vinte dal cartello antagonista ”Zajedno” (’Insieme”). Le opposizioni dicono che la loro coalizione è stata privata di 43 dei 70 seggi vinti (su 110) del Consiglio comunale di Belgrado. Il ministro degli Esteri serbo Milan Milutinovic dice che i voti contestati sono solo il 3,5% del totale. Le elezioni amministrative invalidate avrebbero consegnato all’opposizione la guida di quattordici città, oltre Belgrado. Manifestano signore eleganti e nazionalisti barbuti, studenti e professori, operai ed impiegati ministeriali. La protesta - pacifica - è stata scandita sempre dal lancio di uova. Più di 50.000 tuorli sono stati spiaccicati sul palazzo del Comune, le sedi di ”Politika” (il giornale di regime) e la Tv di Stato. Uovo in serbo si dice ”jaja” e ”jajara” significa ladruncolo. Da qui il nome ”rivoluzione delle uova”. Le uova sono anche l’alimentazione base di gran parte dei serbi ridotti in miseria dalla crisi economica post-bellica. Altri modi usati per manifestare: le donne infilavano mazzi di garofani da cinque dinari l’uno sotto gli elmetti o negli scudi di plexiglas della polizia, musiche popolari e canti vari, ballate dei film di Kusturica, ombrelli agitati, fischi. Le parole d’ordine: ”Slobodan-Slobodne?” (’Slobodan o libertà?”); ”Slo be or not Slo be?” e un cartello ricalcato sulla pubblicità della ”Nike” che propone ”Strike”, cioè colpisci, attacca. [12]