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 1996  novembre 28 Giovedì calendario

Ragazzi con capelli di un improbabile biondo oro, crestati, donne con minigonne all’inguine e inverosimili calze a rete, antiche vamp sfiorite e violentemente dipinte, attori dall’accento e dai modi inconfondibilmente romaneschi eppoi segretarie di produzione, guardaspalle e la consueta fauna che non c’entra niente ma che riesce sempre ad intrufolarsi

Ragazzi con capelli di un improbabile biondo oro, crestati, donne con minigonne all’inguine e inverosimili calze a rete, antiche vamp sfiorite e violentemente dipinte, attori dall’accento e dai modi inconfondibilmente romaneschi eppoi segretarie di produzione, guardaspalle e la consueta fauna che non c’entra niente ma che riesce sempre ad intrufolarsi. Sembra di essere a Cinecittà. E infatti siamo a Cinecittà, ma non è più quella di Fellini, di De Santis, di Sordi, insomma del cinema, adesso è la Tv che la fa da padrona. Al posto di Fellini c’è ora Maurizio Costanzo che qui, al Teatro 3, prova e conduce, con Fiorello, ”Buona Domenica”. Eclissatosi Funari, impallinato Baudo, sbiaditosi Santoro, Costanzo è rimasto re incontrastato, forse non è mai stato così all’apice. Ma per la prima volta i sordi malumori contro quello che molti giudicano il suo strapotere si sono condensati in due libri. Uno, Talk show (Garzanti, pagine 92,18 mila lire), dello scrittore Luca Doninelli, scova proprio nel Costanzo Show «tutto l’orrore, l’ambiguità, il cinismo, l’idiozia e la mancanza di dignità» del mezzo televisivo. L’altro, Costanzo Shock (Kaos, pagine 120, 25 mila lire), del giovane Riccardo Bocca, è un furibondo pamphlet dove il famoso conduttore viene preso di mira a 360 gradi e accusato anche di una gestione clientelare, mafiosa, addirittura truffaldina, del suo potere.