Massimo Fini, Sette, 28/11/1996., 28 novembre 1996
Io vedo un’evoluzione, anzi un’involuzione, da ”Bontà loro” in poi. In ”Bontà loro” tu eri quest’ometto grassoccio, anonimo, qualunque, che metteva in difficoltà i potenti
Io vedo un’evoluzione, anzi un’involuzione, da ”Bontà loro” in poi. In ”Bontà loro” tu eri quest’ometto grassoccio, anonimo, qualunque, che metteva in difficoltà i potenti. E avevi successo perché la gente poteva identificarsi con te. Dopo però diventi anche tu, a tua volta, un personaggio e un potente e il tuo atteggiamento cambia: sei forte con i deboli e accomodante, per non dir adulatorio, con i forti. un fatto che nel tuo Show non si è mai visto nessuno messo sotto di quelli che contano. «Sarà. Però poi molti non vengono da me proprio per questo motivo, per timore di finire sotto. Guarda caso. Comunque io non affosso i deboli, al massimo smetto di fargli domande. Quello che dici può essere accaduto, certamente, ma come eccezione. Ma se fosse stata una costante del mio spettacolo non avrei retto quindici anni perché la gente, in un processo di identificazione col più debole, mi si sarebbe girata contro. Se il pubblico non mi ha voltato le spalle, eh, qualcosa vorrà pur significare».