Massimo Fini, Sette, 28/11/1996., 28 novembre 1996
Penso invece che tu sia molto interessato a mantenere il tuo successo e la tua posizione, anche in modo molto spregiudicato
Penso invece che tu sia molto interessato a mantenere il tuo successo e la tua posizione, anche in modo molto spregiudicato. Nel senso che si favoriscono gli amici, si stangano i nemici, si fanno pressioni per avere o negare favori. «Fammi un esempio, se credi, aiutami a rispondere». Uno riguarda ”l’Indipendente”. Quando io lanciai su quel giornale il Manifesto degli apoti contro la Tv finto-impegnata, in realtà banalizzante, tua e di Santoro, ricevemmo una telefonata di Irene Pivetti, di cui tu eri consulente, che ci chiedeva di smetterla. «Eh no. Questa te la spiego. La mia protesta non era contro il Manifesto ma contro una vignetta in prima pagina con me con le braccia spezzate e un titolo che diceva ”Colpirne uno per educarne cento”. Quella mattina incontrai la Pivetti e le dissi che quella vignetta era un’istigazione a delinquere». Beh, intanto ti rivolgesti alla Pivetti e non al direttore del giornale... Altro esempio: incontri Maurizio Belpietro, neodirettore del ”Tempo”, e a proposito del libro di Bocca gli dici: «Sei giornali importanti non ne hanno parlato, se non ne parli nemmeno tu fan sette». «Ma sicuro. Io di un libro di infamie mi auguro che i giornali ne parlino il meno possibile. Ho diritto a difendermi».