La Repubblica, 24/11/1996., 24 novembre 1996
Secondo Gianna Schelotto ci sono sei tipi di bugie: transitorie, quelle dei bambini o degli innamorati; caratteriali, quelle in cui si inventano successi prodigiosi nel lavoro o si infiocchetta il proprio passato; di compiacenza, quando per accontentare l’altro si dice qualsiasi cosa; di timidezza, quando non si è abbastanza sicuri delle proprie idee e ci si adatta a quello che tutti dicono; di aggiramento, per le quali non si dice mai nulla di sé, quanto si guadagna o dove si va in vacanza; bugie d’emergenza, rischiose perché, come le ciliege, una tira l’altra
Secondo Gianna Schelotto ci sono sei tipi di bugie: transitorie, quelle dei bambini o degli innamorati; caratteriali, quelle in cui si inventano successi prodigiosi nel lavoro o si infiocchetta il proprio passato; di compiacenza, quando per accontentare l’altro si dice qualsiasi cosa; di timidezza, quando non si è abbastanza sicuri delle proprie idee e ci si adatta a quello che tutti dicono; di aggiramento, per le quali non si dice mai nulla di sé, quanto si guadagna o dove si va in vacanza; bugie d’emergenza, rischiose perché, come le ciliege, una tira l’altra.