Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1996  dicembre 05 Giovedì calendario

Le miniere di carbone della Siberia sono delle specie di succursali dell’inferno. Situate a 600 metri di profondità le gallerie sono invase da rivoli di acqua fangosa, e non solo

Le miniere di carbone della Siberia sono delle specie di succursali dell’inferno. Situate a 600 metri di profondità le gallerie sono invase da rivoli di acqua fangosa, e non solo. Ciò che preoccupa di più i lavoratori è una sostanza invisibile, il metano. Siccome gli apparecchi di segnalazione sono difettosi le esplosioni sono frequenti: 800 morti e 3000 feriti all’anno, venti volte più alto del dato americano. In alcuni casi il soffitto delle gallerie è all’altezza del torace. Nella maggior parte dei casi è a 30-40 centimetri da terra. I minatori devono strisciare sul ventre sino alla parete di carbone, tirandosi dietro le trivelle. Lavorano stesi a pancia in giù, senza mai alzarsi in piedi, ad una temperatura tra i 25 ed i 40 gradi, senza bombole d’ossigeno, guanti o estintori. La loro vita media è di 47 anni; solo il 5% resiste fino a 55 anni, l’età della pensione. Un minatore russo estrae 53 tonnellate di carbone al mese, un americano ne estrae altrettante in un giorno.