Roberto Livi, Il Messaggero, 07/12/1996., 7 dicembre 1996
Il giornalista della ”Lieturaturnaya Gazeta” Leonid Pocialov ha denunciato le ”cento Hiroshima” russe, cioè un centinaio di esplosioni nucleari avvenute in Urss negli anni 70 e 80 sotto il patrocinio di dodici ministeri che intendevano procedere a esperimenti sismologici o a grandi scavi per costruire dighe o cercare petrolio
Il giornalista della ”Lieturaturnaya Gazeta” Leonid Pocialov ha denunciato le ”cento Hiroshima” russe, cioè un centinaio di esplosioni nucleari avvenute in Urss negli anni 70 e 80 sotto il patrocinio di dodici ministeri che intendevano procedere a esperimenti sismologici o a grandi scavi per costruire dighe o cercare petrolio. Per esempio, nel ’71 tre bombe atomiche furono utilizzate per costruire un enorme canale, al quale si dovette poi rinunciare (intanto radionuclidi avevano inquinato acque e terre, a Dzerzhinski un uomo campa in media 41 anni, una donna 43). Altre dieci bombe vennero fatte esplodere nel sottosuolo del bacino del fiume Yenisei, in Siberia, e due di queste vicino al lago Lama, che rifornisce di acqua la città di Norilsk (500.000 abitanti. Nel 1974, in Yakuzia, si fecero esplodere delle bombe atomiche per far sollevare il terreno e creare una diga naturale. L’operazione venne battezzata ”Cristallo”. Dopo gli scoppi, il terreno tornò com’era e si ebbe un enorme rilascio di polveri radioattive nell’atmosfera.