L’Unit, 12/12/1996., 12 dicembre 1996
Ma, è la domanda d’obbligo, come ha fatto l’assassino ad uscirne? «Izzi era un duro. Era conosciuto nel sottobosco criminale di Chicago
Ma, è la domanda d’obbligo, come ha fatto l’assassino ad uscirne? «Izzi era un duro. Era conosciuto nel sottobosco criminale di Chicago. Suo padre era un ladro - racconta l’ex detective Bob Rice - Ha sempre lottato per emergere. Non si sarebbe mai suicidato». Anche la polizia stenta a credere al suicidio. Non sono state trovate lettere d’addio, mentre nelle tasche del cadavere, invece, sono stati scoperti messaggi di minaccia. «Se Izzi è stato assassinato, ci troviamo davanti ad un delitto perfetto - ammette il sergente John Shillen, che partecipa alle indagini - La porta dell’ufficio era chiusa a chiave dall’interno. Non vi sono tracce di sangue e di lotta. Tutto è rimasto in ordine. E lo scrittore aveva quasi cinquecento dollari in tasca».