Federico Zeri, La Stampa, 19/12/1996, 19 dicembre 1996
Il 6 e il 7 dicembre si è svolto al Teatro Rossi di Macerata un convegno organizzato dal Comune di quella città; dedicato a un monumento locale di grande rilievo, il Palazzo Buonaccorsi, vi hanno partecipato funzionari del ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza delle Marche professori universitari, e studiosi di storia dell’arte italiani e anche uno straniero
Il 6 e il 7 dicembre si è svolto al Teatro Rossi di Macerata un convegno organizzato dal Comune di quella città; dedicato a un monumento locale di grande rilievo, il Palazzo Buonaccorsi, vi hanno partecipato funzionari del ministero dei Beni Culturali e della Soprintendenza delle Marche professori universitari, e studiosi di storia dell’arte italiani e anche uno straniero. Se parlo del convegno è perché esso riflette un tipico caso di commedia Italian Style, di occuparsi cioè della stalla quando i buoi sono già scappati. A partire dal 1950 circa si sono visti passare sul commercio quantità enormi di oggetti provenienti dallo splendido Palazzo, che sino allora era completo e intatto: mobili, suppellettili varie, oggetti di arredamento, quadri tra cui pezzi di grande importanza, e persino porte intagliate, maniglie e appliques. Finita la spoliazione, le autorità si sono accorte dell’importanza di Palazzo Buonaccorsi, e sono intervenute.