Federico Zeri, La Stampa, 19/12/1996, 19 dicembre 1996
Triste è la sorte toccata al grandioso palazzo innalzato intorno al 1830 dal barone Alessandro Mastroddi, che ne fu l’architetto
Triste è la sorte toccata al grandioso palazzo innalzato intorno al 1830 dal barone Alessandro Mastroddi, che ne fu l’architetto. Era una sorta di reggia, della quale, se ben ricordo, parla anche Edgar Lear nei suoi appuntl di viaggio. Passato a diversi proprietari, è stato diviso e devastato in modo aberrante, anche se restano (almeno lo spero) ambienti di grande interesse: lo scalone (un curioso misto di neoclassico e di Art Troubadour), un grande salone da ballo, un teatrino (le cui pitture murarie le vidi devastate dall’acqua piovana), una sala con le pareti affrescate su temi dall’Iliade. Ma sono scomparsi la chiesetta a livello stradale (basata sul modello del Pantheon), un corridoio dalle pareti omate di stucchi che riproducevano famose gemme antiche e, in un altro ambiente, affreschi sul tipo del quarto stile di Pompei.