Federico Zeri, La Stampa, 19/12/1996, 19 dicembre 1996
Verso il 1940 passò in proprietà della G.I.L. (o di altra organizzazione analoga) e l’interno venne ristrutturato, con uno scalone in cemento
Verso il 1940 passò in proprietà della G.I.L. (o di altra organizzazione analoga) e l’interno venne ristrutturato, con uno scalone in cemento. Sparirono allora tutti i quadri (che provenivano dalla Galleria Barberini di Roma): uno, della scuola di Tiziano, l’ho ritrovato nella Bob Jones University a Greenville, nel South Carolina. Lo splendido salone al pian terreno (che era in origine la sala di guardia) aveva le pareti coperte di affreschi del secolo XV, con Cavalieri armati: è stato tutto spicconato e imbiancato, e il solo ricordo è una fotografia che ho nel mio archivio, riprodotta nella Storia dell’arte italiana dell’editore Einaudi. Il disastro è continuato di recente. E’ famosa, al piano nobile, la piccola cappella con affreschi e per il loggiato con figure di Uomini Illustri dell’antichità. In un restauro, che non fnisce mai, alcuni pezzi della cappella sono stati staccati dal muro e si trovano a Celano, assieme agli Uomini Illustri, anch’essi distaccati. Ma il loggiato è ora manomesso da una grande e costosa vetrata, che chiude il lato aperto, e che impedirebbe ag]i Uomini Illustri di tornare al loro posto (oltre ad alterare il microclima dell’ambiente con grave pregiudizio del bellissimo soffitto ligneo). Sino a quando durerà questo restauro?