Marcello De Cecco, Affari e Finanza, 16/12/1996, 16 dicembre 1996
Quando un impianto richiede ingenti investimenti per essere costruito, deve funzionare al massimo della capacità produttiva, perché i costi si ripartiscano sulle singole merci prodotte, rendano massimi i profitti e più veloce l’ammortamento dell’impianto
Quando un impianto richiede ingenti investimenti per essere costruito, deve funzionare al massimo della capacità produttiva, perché i costi si ripartiscano sulle singole merci prodotte, rendano massimi i profitti e più veloce l’ammortamento dell’impianto. Chi costruisce un tale impianto, quindi, scommette su un determinato livello di domanda per le merci che produrrà, e spera che, da un minimo che gli permetta di coprire le spese, la domanda stessa salga a un massimo che coincida con la produzione a piena capacità, che gli darà il massimo del profitto e il più veloce ammortamento dell’investimento.Tra le merci che si producono in queste condizioni figura l’automobile, protagonista indiscussa dell’economia e della vita sociale (e forse perfino politica) del nostro secolo. L’abbiamo data per tramontata tante volte, questa bestia di ferro, gomma e plastica, ma è sempre risorta, perché nessun altro mezzo di trasporto dà altrettanta flessibilità, e perché ormai tutta la vita economica e sociale gli ruota attorno.