Marcello De Cecco, Affari e Finanza, 16/12/1996, 16 dicembre 1996
Il mercato del nuovo si è dunque gradualmente sganciato da quello dell’usato, mentre è necessario che i due mercati siano perfettamente collegati
Il mercato del nuovo si è dunque gradualmente sganciato da quello dell’usato, mentre è necessario che i due mercati siano perfettamente collegati. E ai molti dualismi di cui soffre il nostro paese si è aggiunto anche questo, col complemento che i vincitori degli anni Ottanta e Novanta, i lavoratori autonomi, continuano a comprare allegramente macchine di lusso, per lo più di fabbricazione straniera, mentre quelle piccole e medie non si vendono, perché i potenziali acquirenti non hanno i soldi per comprarle. E non è questione di marche, perché ristagnano le vendite sia delle macchine piccole nazionali sia di quelle di fabbricazione estera. Per uscire da questo pasticcio, si reclama da molti il ricorso al famoso contributo di rottamazione. A chi porta una macchina alla distruzione - si consiglia - sia data una cospicua riduzione dell’Iva sulla macchina nuova che compra in sostituzione. Si addita il risultato ottenuto in Francia dall’adozione di una misura simile. Si obietta a questa proposta innanzitutto che essa vale al massimo per il periodo breve in cui dura. Ma la principale obiezione non è questa.