Marcello De Cecco, Affari e Finanza, 16/12/1996, 16 dicembre 1996
Scartata la proposta del sussidio di rottamazione, perché a chi fa rottamare un’auto bisogna dare ben più di un paio di milioni per metterlo in condizioni di comprare una macchina nuova, urge trovare un meccanismo che permetta alle due metà del mercato dell’auto di saldarsi di nuovo
Scartata la proposta del sussidio di rottamazione, perché a chi fa rottamare un’auto bisogna dare ben più di un paio di milioni per metterlo in condizioni di comprare una macchina nuova, urge trovare un meccanismo che permetta alle due metà del mercato dell’auto di saldarsi di nuovo. Poiché sono separate, è necessario far ripartire il mercato dell’usato come se si trattasse di un mercato a sé, mettendo in moto quelle catene di Sant’Antonio che partono da un’auto vecchissima portata a rottamare e, attraverso acquisti successivi di macchine sempre più recenti, arrivano persino alle auto nuove. Quindi sarebbe semmai opportuno concedere un contributo di un paio di milioni magari da dedurre dalle imposte dirette, a chiunque porti un’auto a rottamare. Così la catena degli acquisti ripartirà e forse riuscirà persino a ravvivare il mercato del nuovo, nel settore delle macchine piccole e medie.