Alberto Stabile, La Repubblica, 16/12/1996, 16 dicembre 1996
Gerusalemme. Non osate chiedere a Moshè e Rachel Beeri cos’hanno messo nel frigorifero della loro casa alla periferia di Tel Aviv
Gerusalemme. Non osate chiedere a Moshè e Rachel Beeri cos’hanno messo nel frigorifero della loro casa alla periferia di Tel Aviv. La risposta potrebbe sconcertarvi. Perché nel freezer nuovo di zecca, comprato per la bisogna, i due fratelli ci tengono il corpo della mamma morta due settimane fa e lasciata, in ottemperanza alle sue ultime volontà, insepolta. Potrebbe essere il tema di un racconto del genere macabro. Invece è una storia vera, affiorata dai fascicoli della corte distrettuale di Tel Aviv, dopo che la polizia ha tentato, evidentemente senza successo, di convincere i signori Beeri che il posto dei cadaveri è al cimitero.