Gabriele Romagnoli, La Stampa, 31/12/1996, 31 dicembre 1996
Scese e prese l’autobus. Sbirciando i giornali altrui lesse che il comune di Napoli voleva sospendere la campagna pubblicitaria della Coca Cola con lo slogan ”Bevetevi un sogno”, considerata un attentato all’ambiente da un consigliere della Fiamma e che Mike Bongiorno, presentando ”Viva Napoli”, aveva detto: «La Rai mi vorrebbe, ma non tornerò mai, nemmeno per un evento speciale, sarò fedele a Mediaset fino al Duemila»
Scese e prese l’autobus. Sbirciando i giornali altrui lesse che il comune di Napoli voleva sospendere la campagna pubblicitaria della Coca Cola con lo slogan ”Bevetevi un sogno”, considerata un attentato all’ambiente da un consigliere della Fiamma e che Mike Bongiorno, presentando ”Viva Napoli”, aveva detto: «La Rai mi vorrebbe, ma non tornerò mai, nemmeno per un evento speciale, sarò fedele a Mediaset fino al Duemila». Altro non lesse, perché cominciò a innervosirsi. Il traffico bloccava l’autobus. La convocazione all’istituto tecnico era per le nove. Se la preside avesse chiamato il suo nome e lui non ci fosse stato, non se lo sarebbe mai perdonato, l’ultima supplenza risaliva a sedici mesi prima, l’anno scolastico stava finendo e la prossima occasione chissà quando sarebbe passata. Alla prima fermata il sessantenne Ragone Marcello scese e si mise a correre tra la folla, con l’abito buono e la borsa sotto il braccio. Neanche Policano mentre correva verso la porta dell’Udinese era così determinato e dire che lui correva verso il gol, Ragone verso la morte.