Gabriele Romagnoli, La Stampa, 31/12/1996, 31 dicembre 1996
La figlia apprese la notizia a Salerno, tornando a casa dalla zia mentre il tg dell’ora di pranzo trasmetteva, in sequenza le immagini dell’avvocato di Priebke che negava ogni crudeltà ascrivibile al suo cliente e quelle di Rosanna Schiaffino e Giorgio Falck ai tempi dell’amore
La figlia apprese la notizia a Salerno, tornando a casa dalla zia mentre il tg dell’ora di pranzo trasmetteva, in sequenza le immagini dell’avvocato di Priebke che negava ogni crudeltà ascrivibile al suo cliente e quelle di Rosanna Schiaffino e Giorgio Falck ai tempi dell’amore. Il padre lasciò a lei poche cose, stavano tutte in una valigia. A noi, questo Paese dove le città, le scuole e gli ospedali sono e saranno come a lui apparvero quella mattina di maggio del 1996. La sera, in tivù, Pippo Baudo apparve su Rai Uno e disse: «Sono amareggiato, ma non cederò». Il giorno dopo aumentarono il Gratta e Vinci e le marche da bollo. Prodi ebbe l’incarico. Di Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Arrigo Sacchi, sapete tutto. Di Ciro Caruso dirvi non so. Bisogna aspettare un’altra folata d’aria, continuando a camminare (questo è importante) controvento.