Roberto Petrini, La Repubblica, 28/12/1996, 28 dicembre 1996
Durante la conferenza stampa dell’ 11 dicembre scorso, quella della ”cappa di piombo”, il presidente della Confindustria Giorgio Fossa buttò lì la minaccia, ma era tanta la buriana sollevata dall’attacco al governo che pochi ci fecero caso
Durante la conferenza stampa dell’ 11 dicembre scorso, quella della ”cappa di piombo”, il presidente della Confindustria Giorgio Fossa buttò lì la minaccia, ma era tanta la buriana sollevata dall’attacco al governo che pochi ci fecero caso. «C’è veramente il rischio che le imprese se ne vadano all’estero o si rifugino nel sommerso», disse il leader degli industriali. Invece la fuga è già cominciata e neppure tanto in sordina. Nei giorni scorsi Riccardo Illy, sindaco di Trieste nonché uno dei maggiori industriali italiani del caffè ha preso carta e penna e ha scritto al premier Romano Prodi: «Attenzione Presidente, perché le imprese del Nord Est stanno fuggendo dall’Italia e alcune di esse sono attratte dall’Austria». Prodi ha risposto, ha fornito assicurazioni, ha promesso che comincerà con l’emanare il decreto per la zona-franca di Trieste, ha cercato di sgonfiare il caso. Ma per ora l’emorragia continua.