Mirella Serri, La Stampa, 09/01/1997, 9 gennaio 1997
Nel luglio del 1987 il grande critico letterario Gianfranco Contini regalò alla biblioteca di Borgomanero mille e cinquecento volumi della sua biblioteca
Nel luglio del 1987 il grande critico letterario Gianfranco Contini regalò alla biblioteca di Borgomanero mille e cinquecento volumi della sua biblioteca. Aveva bisogno di spazio. Nella lettera che accompagnava il dono, la collezione venne definita ”raccoltina minore fra il ’50 e l’’80”. Riscoperta adesso, quella lettera suona come una stroncatura feroce. Tra i minori indegni d’esser tenuti nella sua casa Contini mette Arpino, Bernari, Bevilacqua, Buzzati, Cancogni, la Ginzburg, Giudici, Parise, Pontiggia, Raboni, Rigoni Stern, Spaziani, Sciascia, Sgorlon, Volponi, Siciliano. Ci sono inoltre dieci titoli di Fortini, sei della Morante, 17 di Alberto Savinio. Scartati pure Consolo, Celati, Cerami, Cucchi, De Carlo, la Jaeggy, Crovi, Ramondino, Tabucchi, Zeichen. Tra i deportati di Borgomanero non ci sono invece opere di Sanguineti, Arbasino, Calvino, Moravia e naturalmente Gadda, che erano certamente presenti nella biblioteca di Contini.