Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2001  gennaio 14 Domenica calendario

I romani si tatuavano usando urina e bile, mentre le donne indiane e cinesi ritenevano che i tatuaggi tenessero lontani gli spiriti maligni

I romani si tatuavano usando urina e bile, mentre le donne indiane e cinesi ritenevano che i tatuaggi tenessero lontani gli spiriti maligni. Nel Settecento, il capitano James Cook portò in Inghilterra Omai, un indigeno tutto tatuato, per venderlo al circo (fu proprio Cook a coniare il termine «tattoo», per via del "tic tac" degli aghi sulla pelle). I marinai inglesi cominciarono a farsi tatuare sul corpo teschi, tigri e sirene, mentre nei porti nascevano i primi «tattoo shop». La moda si diffuse anche tra i nobili, che volevano corpi riconoscibili anche dopo la morte. Nell’Ottocento, Cesare Lombroso criminalizzò il tatuaggio, definendolo un ritorno a quello «istato di inselvatichimento che contraddistingue i delinquenti».