Marco Vitale, Il Sole 24 ore, 09/01/1997, 9 gennaio 1997
Siamo riusciti a trasformare anche una scadenza così importante e significativa, come l’adesione all’Unione monetaria europea, che dovrebbe sancire il culmine di quarant’anni di serio, coerente e, in qualche passaggio, coraggioso impegno per l’integrazione europea ed essere un grande momento di pensiero e riflessione collettiva, in una sorta di rissa da strapaese, se non addirittura in materia da scommesse
Siamo riusciti a trasformare anche una scadenza così importante e significativa, come l’adesione all’Unione monetaria europea, che dovrebbe sancire il culmine di quarant’anni di serio, coerente e, in qualche passaggio, coraggioso impegno per l’integrazione europea ed essere un grande momento di pensiero e riflessione collettiva, in una sorta di rissa da strapaese, se non addirittura in materia da scommesse. Come sempre ci muoviamo tra il tragico (o Maastricht o morte!) e il faceto (scommettiamo che il prelievo per l’Europa non solo è sufficiente ma verrà restituito?), cioè nella sfera tipica nostrana della non serietà”, nel grottesco e nel melodramma, il nostro, sembra, un immutabile destino. Ma i passaggi che ci stanno di fronte sono terribilmente seri e tali da determinare il nostro futuro per un ciclo lunghissimo. Incerto resta il punto di partenza, cioè il nostro eventuale ingresso in Europa. Dopo la manovra sono arrivati i dati tutt’altro che confortanti sul deficit di cassa, che potrebbe preludere a un’altra manovrina». E poi è giunto il duro commento olandese che in pratica ritiene l’Italia impresentabile all’appuntamento con l’Unione monetaria. Insomma, incertezze presenti e passaggi che vengono da molto lontano che portano a scenari di lunghissimo termine.