Giancarlo Galli, Avvenire, 09/01/1997, 9 gennaio 1997
Arrivati ultimi, per ragioni di calendario, i metalmeccanici (oltre un milione e 700.000 addetti) si sono venuti a trovare in posizione difficilissima
Arrivati ultimi, per ragioni di calendario, i metalmeccanici (oltre un milione e 700.000 addetti) si sono venuti a trovare in posizione difficilissima. Le 235.000 lire mensili richieste mesi fa, all’apertura della vertenza, non risultavano sicuramente eccessive. Oggi, sebbene scese a 200.000 per la mediazione governativa, appaiono spropositate alla Federmeccanica, braccio settoriale della Confindustria. C’è una ragione politica (l’insoddisfazione della stragrande maggioranza degli imprenditori per la politica economica governativa, giudicata punitiva nei confronti delle aziende; nonché sbilanciata a favore dei sindacati per i ricatti di Rifondazione Comunista), ma vi sono pure motivi reali. Le imprese si sono sentite penalizzate da una serie di provvedimenti fiscali, ed in più soffrono nella competitività, per il reingresso della lira nel Sistema Monetario Europeo ad un cambiobase (990 lire contro il marco) bene inferiore a quello auspicato (1050).