Gabriele Romagnoli, La Stampa, 08/01/1997, 8 gennaio 1997
Una delle sette lavatrici centrifugò il numero del biglietto di Felice Perpoco, ma lo fece usando una quantità limitata e illegittima di palline di ammorbidente
Una delle sette lavatrici centrifugò il numero del biglietto di Felice Perpoco, ma lo fece usando una quantità limitata e illegittima di palline di ammorbidente. Nessuno, tantomeno Felice, parve accorgersi dell’irregolarità. Guardava distratto, d’altronde, come sempre solo in casa e già assonnato. Ma capì, questo sì, che il numero vincente era suo. A questo punto, scrivevano gli psicologi dell’epoca, il vincitore passa attaverso tre diversi stati d’animo: la fase della follia, quella della riflessione, infine quella del senso di colpa. Probabilmente perché sottosopra per l’accaduto, Felice cominciò direttamente dalla fase tre e si sentì colpevole d’esser diventato ricco. Passò la notte a far progetti su come farsi perdonare l’accaduto e decise l’adozione a distanza di un’intera scolaresca di bambini ruandesi. Il pensiero gli consentì di addormentarsi felice. Per poco.