Vittorio Zucconi, La Repubblica, 06/01/1997, 6 gennaio 1997
Newt Gingrich, presidente della Camera dei deputati americana (la stessa carica che da noi occupa Luciano Violante), è imputato 74 volte, in altrettanti procedimenti, per reati legati alla corruzione, che vanno dall’interesse privato in atti pubblici all’evasione fiscale
Newt Gingrich, presidente della Camera dei deputati americana (la stessa carica che da noi occupa Luciano Violante), è imputato 74 volte, in altrettanti procedimenti, per reati legati alla corruzione, che vanno dall’interesse privato in atti pubblici all’evasione fiscale. Quanto al presidente Clinton e a sua moglie Hillary, contro di loro si sta alzando «una montagna ancora oscura, ma enorme, di imputazioni legate a fondi elettorali e speculazioni». Nè Gingrich nè Clinton si sarebbero però arricchiti con questo denaro illegale: esso sarebbe servito solo a finanziare le rispettive campagne elettorali: un senatore deve raccogliere, se vuole sperare di essere eletto, quindici milioni di lire al giorno. Un candidato alla Casa Bianca non può fare a meno, per concorrere, di 150 miliardi complessivi: le democrazie moderne eleggono non i programmi più seri, ma gli spot più efficaci. Lo scorso ottobre un ricercatore provò a inviare contributi elettorali a Dole e a Clinton, firmando gli assegni con sigle immaginarie e provocatorie: ”Amici della pedofilia”, ”Società per la diffusione della Cocaina”, ”Ente per la protezione della necrofilia”. Tutti i suoi assegni furono incassati senza batter ciglio dai tesorieri delle campagne.