Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  gennaio 05 Domenica calendario

L’Argentina ha chiuso il ’96 con un tasso di inflazione pari a zero. la prima volta dopo 50 anni, dai tempi del primo governo di Juan Domingo Peron, che il livello dei prezzi resta bloccato per 12 mesi

L’Argentina ha chiuso il ’96 con un tasso di inflazione pari a zero. la prima volta dopo 50 anni, dai tempi del primo governo di Juan Domingo Peron, che il livello dei prezzi resta bloccato per 12 mesi. Appena sette anni fa, il paese sudamericano era in ginocchio, l’inflazione aveva raggiunto la cifra record del 4.923 per cento. I prezzi cambiavano allora un paio di volte al giorno. Poi arrivò Carlos Menem, che affidò le sorti dell’economia a Domingo Felipe Cavallo, ex presidente delBanco centrale, giovane economista formatosi ad Harvard. Cavallo nel ’91 stabilì la parità tra il dollaro e il peso, la moneta argentina: già nei primi dodici mesi l’inflazione scese all’84 per cento, e continuò la sua caduta fino allo 0,054 di questi giorni. A Buenos Aires tuttavia c’è insoddisfazione, perché al record di inflazione negativa corrisponde il record di disoccupazione. Un terzo della popolazione è disoccupato o sottoccupato. Questo perché gli anni di iperinflazione hanno favorito comportamenti speculativi sui mercati finanziari e drammatiche conseguenze sul potere d’acquisto dei lavoratori. Inoltre la riduzione delle tariffe doganali e la privatizzazione delle imprese pubbliche hanno causato la perdita di molti posti di lavoro.