Francesco Erbani, La Repubblica, 08/01/1997, 8 gennaio 1997
Alice Sturiani aveva undici anni quando scrisse, a proposito del cielo: «Dentro di te / abita il vento
Alice Sturiani aveva undici anni quando scrisse, a proposito del cielo: «Dentro di te / abita il vento. / Dentro di te / abitano i sogni». E ne aveva dodici, nel febbraio scorso, quando morì piegando il capo sul banco della sua classe dopo uno scoppio di risa per la battuta di un compagno. Alice era afflitta da una gravissima malattia, l’atrofia muscolare spinale che le impediva di camminare e persino di reggersi in piedi. Viveva su una carrozzella con il motore. Aveva subìto quattro operazioni, ma nessuna alleviò le sue sofferenze. Indossava un busto che costringeva il suo piccolo corpo dentro un’armatura. La poesia sul cielo, quella sull’alba e poi quella su Lapo, un bambino della sua età per il quale aveva una cotta, sono raccolte in un volumetto viola pallido insieme alle pagine del suo diario, ai pensieri, ai commenti dopo aver letto I ragazzi della via Paal, Il giuramento di Pontida, il Passero solitario, dopo aver visto in tv l’ispettore Derrick e Roberto Benigni.