Francesco Erbani, La Repubblica, 08/01/1997, 8 gennaio 1997
Lorenzo Sturiale è frastornato. Giurano, lui e sua moglie, di non aver aggiustato una virgola nei testi di Alice, di averla solo osservata, al più incoraggiata, mentre annotava impressioni su un quaderno o picchiava sulla tastiera di un computer portatile
Lorenzo Sturiale è frastornato. Giurano, lui e sua moglie, di non aver aggiustato una virgola nei testi di Alice, di averla solo osservata, al più incoraggiata, mentre annotava impressioni su un quaderno o picchiava sulla tastiera di un computer portatile. Ma non la turba questo successo? In fondo il libro nasceva in forma di omaggio ai compagni di Alice, ora si entra nel tunnel della cultura-spettacolo... «Non posso dolermi del fatto che molta più gente legga le cose di Alice, che trovi le sue poesie al supermercato, ammesso che ci vadano». Davvero nessuna paura? «Un po’ mi spaventa la tv. Non vorrei che distruggesse tutto».