Francesco Merlo, Corriere della Sera, 05/01/1997, 5 gennaio 1997
Nella mezza luce del giorno, mentre il vento frusta la pioggia sottile che bagna anche le strade del Vaticano, Mario Agnes sembra più prete dei preti, più eminenza delle vere eminenze che gli girano intorno
Nella mezza luce del giorno, mentre il vento frusta la pioggia sottile che bagna anche le strade del Vaticano, Mario Agnes sembra più prete dei preti, più eminenza delle vere eminenze che gli girano intorno. Ha casa dentro le mura di Dio, quattro stanze più servizi che divide con la devota sorella Luisa, per salutare china il capo e accenna ad un sorriso a labbra strette. Pure in redazione non regala confidenze a nessuno: «Davo del lei anche ai miei alunni delle scuole medie». E se i redattori di oggi lo temono - «il direttore dà del lei persino a se stesso»’figuriamoci quei poveri studenti di allora. Fu maestro severo ed è direttore severissimo, odia la prosa frivola, giudica e punisce, con un sorriso d’ironia negli occhi aguzzi, «questa è scettica leggerezza» dice, oppure «ecco un esempio di malinconica presunzione», altre volte invoca «la colpevole ignavia» e altre ancora «l’arrogante dissipazione».