Francesco Merlo, Corriere della Sera, 05/01/1997, 5 gennaio 1997
E infatti Mario Agnes, dopo che gli hanno seppellito il vero nemico (Craxi) e la vera amica (la Dc), bacchetta sia il Polo sia l’Ulivo, «la verità è sempre all’opposizione», dice, e ora critica i Popolari e ora critica il Ccd, ma poi in privato si scusa e spiega al criticato di turno che ”L’Osservatore”, come diceva Giovanni Battista Montini, «non deve dare notizie ma creare pensieri», e poi il giornale vaticano «con il suo vecchio inchiostro, nero come un bastone nero, tiene lontano il disordine» e «insomma, io sono il cameriere di Dio», e «tanta pena c’è voluta, tanto dolore per scrivere quel che abbiamo dovuto scrivere»
E infatti Mario Agnes, dopo che gli hanno seppellito il vero nemico (Craxi) e la vera amica (la Dc), bacchetta sia il Polo sia l’Ulivo, «la verità è sempre all’opposizione», dice, e ora critica i Popolari e ora critica il Ccd, ma poi in privato si scusa e spiega al criticato di turno che ”L’Osservatore”, come diceva Giovanni Battista Montini, «non deve dare notizie ma creare pensieri», e poi il giornale vaticano «con il suo vecchio inchiostro, nero come un bastone nero, tiene lontano il disordine» e «insomma, io sono il cameriere di Dio», e «tanta pena c’è voluta, tanto dolore per scrivere quel che abbiamo dovuto scrivere». Così tutti alla fine si convincono che «il cameriere di Dio» non pubblica quel che propriamente pensa e che il suo pensiero è già pensato, ”prepensato” dalle alte gerarchie, e che le parole imperiose che a volte scrive coprono le parole d’amiciza che egli tace. Dice Maria Eletta Martini: «Non è facile capire chi ha scritto che cosa, di chi è la responsabilità, certo la regola della ”par condicio” poco si addice a un giornale così importante come ”l’Osservatore”».