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 1997  gennaio 10 Venerdì calendario

Dopo l’approvazione della legge sul lavoro, due organizzazioni sindacali forti di un milione e 700 mila iscritti complessivi (su una forza lavoro di dieci milioni) - la Confederazione coreana dei sindacati (Kctu) e la Federazione dei sindacati coreani (Fktu) - proclamano lo sciopero ad oltranza

Dopo l’approvazione della legge sul lavoro, due organizzazioni sindacali forti di un milione e 700 mila iscritti complessivi (su una forza lavoro di dieci milioni) - la Confederazione coreana dei sindacati (Kctu) e la Federazione dei sindacati coreani (Fktu) - proclamano lo sciopero ad oltranza. la prima volta che in Corea del Sud c’è uno sciopero ”illegale” di tali proporzioni. Fra Natale e Capodanno scendono in piazza circa quattrocentomila lavoratori, di cui centomila occupati nell’auto (lo Hyunday è il gruppo più grosso e più colpito dagli scioperi) e nei cantieri navali (lo Hyunday Heavy Industries è il cantiere più grande del mondo). Si fermano anche i ferrotranvieri delle metropolitane di Seul e di Peusan (ma solo due giorni a fine anno), gli ospedali e la radio-televisione. Il segretario della Confederazione degli imprenditori dice che gli scioperi fra il 26 dicembre e il 3 gennaio sono costati alle aziende 403 milioni di dollari in mancata produzione. La polizia carica i manifestanti con i lacrimogeni, il procuratore generale dello Stato convoca un centinaio di leader sindacali per interrogarli sugli scioperi. Loro si rifiutano di andare, partono venti mandati di arresto (sette già eseguiti). Venerdì a Ulsan, cittadina del Sud-Est, sede della Hyundai, un operaio si dà fuoco durante gli scontri con la polizia. Per reazione la casa automobilistica proclama la serrata a tempo indeterminato. Intervengono - a vuoto - per ristabilire il dialogo fra le parti la Chiesa cattolica e i sindacati degli altri Stati (anche Cgil, Cisl e Uil).