Orazio Petrosillo, Il Messaggero, 15/01/1997, 15 gennaio 1997
Il teologo Brunero Gherardini ha espresso la preoccupazione del papa relativamente alla confessione, «una situazione distratta, refrattaria alla confessione, priva ormai del senso del peccato perché priva del senso di Dio, chiusa nella sua ubriacatura autonomistica e murata nell’orgoglio della sua autoesaltazione»
Il teologo Brunero Gherardini ha espresso la preoccupazione del papa relativamente alla confessione, «una situazione distratta, refrattaria alla confessione, priva ormai del senso del peccato perché priva del senso di Dio, chiusa nella sua ubriacatura autonomistica e murata nell’orgoglio della sua autoesaltazione». I dati confermano: il 60 per cento dei fedeli va a fare la comunione senza confessarsi prima, la confessione ha avuto un tracollo negli ultimi trent’anni. Gherardini ha riunito in un volume di 70 pagine sette discorsi e una lettera del Papa pieni di consigli ai confessori: il confessore mostri sempre un volto sereno ed eviti gesti di meraviglia, riprovazione o ironia, eviti di indagare su aspetti della vita del penitente che non c’entrano, non si mostri mai impaziente o geloso del proprio tempo, senza mettersi a fare lo psicoanalista si prepari tuttavia al suo impegno, eccetera.