Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  gennaio 18 Sabato calendario

Anche la faccenda degli agricoltori di Milano ha a che vedere con la globalizzazione? Purtroppo sì: la domanda di latte d’Europa può essere pienamente soddisfatta da un’offerta, a bassissimo costo, che si produce a centinaia o migliaia di chilometri di distanza, che è un classico delle economie attuali

Anche la faccenda degli agricoltori di Milano ha a che vedere con la globalizzazione? Purtroppo sì: la domanda di latte d’Europa può essere pienamente soddisfatta da un’offerta, a bassissimo costo, che si produce a centinaia o migliaia di chilometri di distanza, che è un classico delle economie attuali. Gianni Riotta: «Milioni di italiani, contadini, impiegati e operai, abituati alle certezze, magari modeste, del 27, delle vacanze, della scuola, la mutua, la pensione e il sussidio del ministero, vedranno quel sistema rassicurante entrare in competizione con il mondo. [...] ”Il capitale ha le ali. Il lavoro no. Il capitale può scegliere tra venti mercati del lavoro: per questo è più forte”, spiega il finanziere Robert Johnson. Ogni giorno 1.200 miliardi di dollari cambiano mano sui mercati finanziari, il doppio di dieci anni fa. Le prime 500 multinazionali in vent’anni hanno moltiplicato il fatturato totale da 721 a 5.200 miliardi di dollari. Ma i lavoratori 26 milioni erano nel 1971 e 26 milioni restano oggi: queste sono le cifre del presente. Qualcuno avverta Cossutta e Fusar Poli Felice, il ribelle contadino».