Mario Deaglio, La Stampa, 18/01/1997;, 18 gennaio 1997
«Non vi è dubbio che, nel loro complesso, gli agricoltori europei siano stati per decenni protetti e vezzeggiati dall’Unione Europea tramite il meccanismo del mercato agricolo comune
«Non vi è dubbio che, nel loro complesso, gli agricoltori europei siano stati per decenni protetti e vezzeggiati dall’Unione Europea tramite il meccanismo del mercato agricolo comune. Socialisti francesi e liberali tedeschi si diedero la mano per varare e consolidare una politica di sussidi che, se ha garantito all’Europa l’autosufficienza alimentare, ha a lungo congelato ingentissime risorse finanziarie. Gli agricoltori, specie francesi e tedeschi, hanno ricambiato tali sussidi votando, in linea di massima, per i partiti favorevoli a un’Europa formato anni Sessanta, cautamente liberalizzatrice per l’industria, duramente protezionista in agricoltura. Quest’agricoltura sussidiata è stata indotta, proprio dai sussidi, a produrre oceani di latte, montagne di carne e burro ben al di là dei bisogni europei. L’Europa ha pagato decine di migliaia di miliardi l’anno non solo per una simile produzione eccessiva ma anche per tenerla immagazzinata e molte volte anche per distruggerla. Ogni ecu finito in questo circuito infernale è stato sottratto a impieghi in infrastrutture, ricerca e simili; per conseguenza, l’Europa si è coperta di trattori e ha trascurato i computer, il che ha contribuito a farle perdere terreno nella competizione mondialeª