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 1997  gennaio 18 Sabato calendario

La questione relativa alla produzione e alla commercializzazione del latte sta in questi termini. I Paesi dell’Unione europea sono in grado, da decenni, di produrre più latte di quanto sia necessario

La questione relativa alla produzione e alla commercializzazione del latte sta in questi termini. I Paesi dell’Unione europea sono in grado, da decenni, di produrre più latte di quanto sia necessario. Nel 1984, perciò, si misero d’accordo tra di loro per assegnare a ciascun paese una ”quota” di produzione. Si stabilì anche che chi avesse superato questa quota avrebbe pagato una multa. Fu quindi chiesto ai vari ministri presenti quale fosse il fabbisogno di latte di ciascun paese. Il ministro italiano, Filippo Maria Pandolfi - un uomo elegantissimo, con una meravigliosa terrazza affacciata sui tetti di Roma - rispose di non averne la minima idea. La Comunità assegnò perciò all’Italia una quota a occhio: nove milione e novecentomila tonnellate di latte all’anno. Quando si fecero i conti si vide che il nostro paese aveva un fabbisogno superiore a quella quota di almeno il 40 per cento. Ai nostri agricoltori preoccupatissimi Pandolfi spiegò che la quota era stata stabilita, sì, ma si poteva benissimo infrangerla. Gli agricoltori italiani infatti, per quindici anni, l’hanno infranta senza patire alcuna conseguenza: le multe che arrivavano se le accollava lo Stato che le spalmava su tutti i contribuenti.