Tom Kuntz, New York Times, 12/01/1997, 12 gennaio 1997
La scorsa settimana in Arkansas tre uomini sono stati giustiziati contemporaneamente. la seconda volta che accade dal 1976, anno in cui fu reintrodotta nello Stato la pena di morte
La scorsa settimana in Arkansas tre uomini sono stati giustiziati contemporaneamente. la seconda volta che accade dal 1976, anno in cui fu reintrodotta nello Stato la pena di morte. I funzionari della prigione sostengono che il metodo della doppia o della tripla esecuzione gode di un certo favore sia nell’amministrazione del carcere che tra i secondini: fa risparmiare denaro ed evita alle guardie di fare troppi straordinari. I secondini dicono anche che lo stress è minore. A parte le esecuzioni multiple, c’è un altro particolare che rende le condanne a morte qui piuttosto speciali. I secondini redigono dei verbali dettagliatissimi di quello che fanno i condannati nelle ore che precedono il momento fatale. La spiegazione di questo lavoro apparentemente superfluo è che serve a distrarre gli stessi secondini: evitano in questo modo di pensare che si stanno dedicando alla soppressione di una vita umana e si concentrano invece sulle mille minuzie di cui è composta la giornata del prigioniero. Ora, qui di seguito, riproduciamo i tre verbali relativi alla settimana scorsa, ricombinati in ordine cronologico. I secondini non sono troppo forti in inglese, ciononostante riproduciamo esattamente quello che hanno scritto. I condannati di cui si parla alla fine sono stati soppressi con un’iniezione. Si tratta di Earl Van Denton (47 anni) e Paul Ruitz (49): scappati da una prigione dell’Oklahoma nel 1977 uccisero un maresciallo e un ranger; Kirt Wainwright, 30 anni, condannato a morte nel 1988 per l’assassinio di un impiegato di un supermarket.