Guido Ceronetti, La Stampa, 18/01/1997, 18 gennaio 1997
«C’è
una redenzione della materia, nella rottamazione: dal mucchio enorme, partirà per un lungo, misterioso viaggio, con poca perdita, perché l’anima del rottame resterà intatta nelle successive metamorfosi, anima anteriore al suo transito in materia rottamabile futura, anima per cui Vanini e Bruno affrontarono, anime magnifiche, il rogo.
Siete poveri d’anima se non comprendete la spiritualità, la sacralità degli stracci, dei rottami e delle loro strane colline su cui calano avvoltoi metallici, dove si aggirano ladri sacrileghi per impadronirsi di reliquie di pura lamiera, di chiavi inglesi da deporre su altari di messe ambigue.
come un odore di incenso, l’esalazione penetrante delle rottamazioni, un odore che annuncia le penombre del sacro, che evoca le navate, l’arco gotico, la cripta»...» (Guido Ceronetti), ”La Stampa”, sabato 18 gennaio).