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 1997  gennaio 18 Sabato calendario

Il mondo dei produttori di latte da noi rappresenta ancora l’arco dei millenni: nelle valli alpine si conosce ancora la convivenza fra l’uomo e la provvida mucca fornitrice di latte, di burro, di formaggio, di carne

Il mondo dei produttori di latte da noi rappresenta ancora l’arco dei millenni: nelle valli alpine si conosce ancora la convivenza fra l’uomo e la provvida mucca fornitrice di latte, di burro, di formaggio, di carne. Vivere insieme, dormire insieme, scaldarsi assieme. E all’opposto la stalla di un proprietario infomatico di Piadena, il computer che fa i programmi, segue la gravidanze, i consumi di foraggio e mangime, la curva produttiva e tiene in ordine i ”diari”, le istruzioni quotidane, oggi attento alle bestie che vanno in calore, oggi ricordati di ordinare quel seme che arriva dall’Ohio. In un lavoro in cui non puoi mai rimandare a domani quel che va fatto oggi e dove ognuno degli allevatori è convinto di aver trovato il segreto del migliore insilato cioé della pianta intera del granoturco fatta essiccare e triturata e quelli che credono di riconoscere la produttività di una bestia dagli occhi, la guardano nelle pupille e dicono ”per me è buona” e i collezionisti di fiocchi, di coccarde, di campani. E poi i misteri dell’aria che in un luogo giova ai liuti, in un altro ai salami, in un altro ancora ai prosciutti, ai buoi, alle pecore. I cittadini di Milano invasi dai produttori di latte, dai loro trattori, dalle loro cisterne, dai loro maglioni colorati non capiscono bene la ragione di questo cafarnao ma sentono che è gente che conosce ancora il rapporto vitale e creativo, la fabbrica di creature vive. Sapete come lo chiamano un allevatore in Spagna? El creador.