Giancarlo Perna, Il Giornale, 13/01/1997, 13 gennaio 1997
Come sindacalista Marini ha poca esperienza del settore industriale che è la normale gavetta nelle Confederazioni
Come sindacalista Marini ha poca esperienza del settore industriale che è la normale gavetta nelle Confederazioni. Quasi tutta la sua carriera si è svolta nel parastato. Impiegati e colletti bianchi sono stati la sua specialità. La maggior parte di costoro erano tradizionalmente elettori dc. Non ha dovuto perciò fare i salti mortali per governarli. Gli è bastato seguire la sua democristianissima natura per essere in perfetta sintonia con i suoi iscritti. E’ in questa veste di moderato che alla fine degli anni Settanta divenne il vice di Pierre Carniti, un capo della Cisl laico, radicale, proveniente dalle file dei metalmeccanici. Carniti, già in fasce, era un bebé di sinistra. Il padre, antifascista, lo chiamò Pierre alla francese, per contravvenire all’ordine di regime di dare nomi autarchici. Carniti sdemocratizzò la Cisl, affidando i maggiori incarichi a non democristiani. Marini lasciava fare, ma lo teneva d’occhio aspettando la prima occasione per metterlo sotto tutela. Arrivò nel 1980, con lo sciopero operaio della Fiat che sfociò però nella sfilata di protesta a Torino dei quarantamila dirigenti stufi dei disordini.