Giancarlo Perna, Il Giornale, 13/01/1997, 13 gennaio 1997
I tre capi sindacali Carniti, Lama e Benvenuto, capirono che era il momento di cedere e si accordarono con Agnelli
I tre capi sindacali Carniti, Lama e Benvenuto, capirono che era il momento di cedere e si accordarono con Agnelli. Ma al momento di spiegarlo in piazza furono dolori . Le maestranze inviperite, presero per la collottola Carniti e gli altri e furono lì lì per menarli. Pierre si spaventò a morte. Marini gli disse «D’ora in avanti ovunque andrai, ci sarò io a proteggerti. Farò un servizio d’ordine con i miei del parastato». Fu un atto di amicizia, ma anche una presa di possesso. Da allora, Carniti si mise nelle mani di Marini. Nel 1985 Pierre, logorato, si ritirò e Marini ne prese il posto. E’ il secondo degli omicidi col silenziatore. Parlo dei grandi, sorvolo sui piccoli. Nei sei anni in cui diresse il sindacato, Franco ridemocristianizzò la Cisl. Lasciò definitivamente nel 1991, dopo quarant’anni per sostituire a Forze nuove Carlo Donat Cattin che era morto. En passant, si sedette anche sulla poltrona di ministro del Lavoro, che Donat occupava al momento del trapasso. Affidò la Cisl all’attuale segretario Sergio D’Antoni, una sua creatura che gli deve tutta obbedienza. Fu l’inizio di una carriera politica tardiva ma irresistibile, che lo ha già portato tre volte in Parlamento. Epica fu la prima candidatura nel 1992 a Roma contro Vittorio Sbardella noto come lo squalo per la sua capacità di frantumare gli avversari. Andreotti, da poco Senatore a vita, designo Marini come erede del proprio elettorato. Questi voti aggiunti a quelli della Cisl, permisero a Franco di avere la meglio sull’antagonista e di piazzarsi primo nella capitale. Ci fu una festa nella sede cislina e D’Antoni, che è siciliano e conta amicizie tra i pescatori di Mazara del Vallo, si procurò una mascella di squalo e la donò a Marini fra gli applausi dei sindacalisti.