Giancarlo Perna, Il Giornale, 13/01/1997, 13 gennaio 1997
Avendo fama di manager, Franco fu messo subito all’organizzazione del Ppi. E’ lui che ha pensato al tesseramento, all’apertura di sedi, alla creazione dei quadri dirigenti
Avendo fama di manager, Franco fu messo subito all’organizzazione del Ppi. E’ lui che ha pensato al tesseramento, all’apertura di sedi, alla creazione dei quadri dirigenti. In pratica ha avuto il partito in mano ed è stato il braccio destro del segretario di turno. E’ andato d’accordo con tutti, anche se opposti. Con Martinazzoli che lo considerava un burocrate. Con Buttiglione che preferì a Nicola Mancino, ma che abbandonò prima che passasse con Berlusconi dopo aver detto il contrario. Con Bianco, l’ultimo omicidio in sordina. Pochissimi incidenti nella sua ascesa prudente, tra il 1992 e il 1994 gli anni ruggenti di Tangentopoli. Un’accusa di concussione finita nel nulla per aver fatto versare ad un imprenditore 100 milioni al settimanale ciellino Il Sabato. Un brivido per delle mazzette incassate da un sindacalista delle Poste, Cosimo Catapano, suo stretto amico. Un’indagine per un finanziamento illegale di Forze nuove di cui non ho più sentito parlare. Durante la buriana, Marini si fece assolutamente dimenticare dai magistrati mettendosi in sonno per un paio d’anni. Fino al dolce risveglio di ieri sulla poltrona più alta.