Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1995  agosto 22 Martedì calendario

I ”cacciatori di teste” erano soddisfatti, forse persino orgogliosi. Dopo mesi e mesi di caccia, di viaggi a vuoto, di rischi, di bustarelle sapientemente distribuite, erano finalmente arrivati alla frontiera degli Stati Uniti, la mattina del 14 agosto scorso, con la loro preda, pregustando i 250 mila dollari di taglia

I ”cacciatori di teste” erano soddisfatti, forse persino orgogliosi. Dopo mesi e mesi di caccia, di viaggi a vuoto, di rischi, di bustarelle sapientemente distribuite, erano finalmente arrivati alla frontiera degli Stati Uniti, la mattina del 14 agosto scorso, con la loro preda, pregustando i 250 mila dollari di taglia. Seduto sul sedile posteriore della loro Oldsmo bile bianca a noleggio, Wilson, Espinoza, Bavarro e Anguiano stavano riportando a casa, alla giustizia americana, il ricercatissimo Daniel Covarrubias-Sanchez, accusato dalla Polizia californiana di rapimento, violenza carnale e omicidio multiplo. All’agente americano alla frontiera fra Tijuana e San Diego, i quattro dissero tranquilli: ”Siamo ’Bounty hunters’, siamo cacciatori di taglie e vi abbiamo riportato un assassino che era scappato in Messico”.