Vittorio Zucconi, La Stampa, 22/08/1995, 22 agosto 1995
I ”cacciatori di teste” erano soddisfatti, forse persino orgogliosi. Dopo mesi e mesi di caccia, di viaggi a vuoto, di rischi, di bustarelle sapientemente distribuite, erano finalmente arrivati alla frontiera degli Stati Uniti, la mattina del 14 agosto scorso, con la loro preda, pregustando i 250 mila dollari di taglia
I ”cacciatori di teste” erano soddisfatti, forse persino orgogliosi. Dopo mesi e mesi di caccia, di viaggi a vuoto, di rischi, di bustarelle sapientemente distribuite, erano finalmente arrivati alla frontiera degli Stati Uniti, la mattina del 14 agosto scorso, con la loro preda, pregustando i 250 mila dollari di taglia. Seduto sul sedile posteriore della loro Oldsmo bile bianca a noleggio, Wilson, Espinoza, Bavarro e Anguiano stavano riportando a casa, alla giustizia americana, il ricercatissimo Daniel Covarrubias-Sanchez, accusato dalla Polizia californiana di rapimento, violenza carnale e omicidio multiplo. All’agente americano alla frontiera fra Tijuana e San Diego, i quattro dissero tranquilli: ”Siamo ’Bounty hunters’, siamo cacciatori di taglie e vi abbiamo riportato un assassino che era scappato in Messico”.