Vittorio Zucconi, La Stampa, 22/08/1995, 22 agosto 1995
E poi c’è il piacere dell’avventura, del gioco, l’ancestrale istinto della caccia. un buon bounty hunter deve essere un investigatore, un cane da presa, un pistolero, un boxeur e un attore
E poi c’è il piacere dell’avventura, del gioco, l’ancestrale istinto della caccia. un buon bounty hunter deve essere un investigatore, un cane da presa, un pistolero, un boxeur e un attore. E uno psicologo. «Noi dobbiamo entrare sotto la pelle della nostra preda, pensare come lui, vivere le sue paure e le sue astuzie». Per catturare uno stupratore di bambini sul quale pendeva una taglia di 150 mila dollari, Hans Liebermeer, un cacciatore, si travestì da vescovo e andò a far visita alla madre, quando scoprì che il ricercato era un ex seminarista. «Ci dica dov’è signora, la curia vuole trovarlo e aiutarlo prima che la polizia lo catturi», Per essere un vescovo credibile, aveva trascorso una settimana a leggere il Santo Vangelo e a imparare qualche citazione evangelica, lui ebreo. Gli fu assai più facile acciuffare cono la stessa tecnica un rapinatore evaso. Si travestì da rabbino e pregò a lungo con la madre, «Tre ore di preghiere - ricorda - avrei preferito uno scontro a fuoco».