Vittorio Zucconi, La Stampa, 22/08/1995, 22 agosto 1995
La legge, la giurisprudenza sono vaghe, fuligginose, sui diritti e i limiti dei «cacciatori». Ogni cittadino ha il diritto di compiere un arresto, in America, in flagranza di reato, o in presenza di un noto ricercato
La legge, la giurisprudenza sono vaghe, fuligginose, sui diritti e i limiti dei «cacciatori». Ogni cittadino ha il diritto di compiere un arresto, in America, in flagranza di reato, o in presenza di un noto ricercato. I tribunali hanno riconosciuto ai ”bounty hunters” uno stato semilegale, autorizzandoli addirittura a entrare in abitazioni, a perquisire, senza i mandati necessari alla polizia. Nel 1994, la Corte Costituzionale Suprema riconobbe anche la validità di arresti compiuti in territorio straniero, ma solo attraverso procedure legittime. Caricare un ricercato su una macchina viola le leggi sull’immigrazione. In pratica non ci sono, non ci potranno mai essere norme e leggi che regolino minuziosamente il mondo grigio di questi predatori di uomini perduti. C’è soltanto la legge più antica e crudele della vita: finché ci saranno prede, ci saranno cacciatori.